Dubai indica sia uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, sia la città più importante del medesimo emirato (che, raramente, viene anche indicata come Dubay City). Dopo la morte, avvenuta in Australia il 4 gennaio 2006, dello sceicco Maktoum bin Rashid Al Maktoum (che rivestiva pure le cariche di vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti), è diventato emiro di Dubai uno dei suoi fratelli minori, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Dubai è, dopo Abu Dhabi, il secondo emirato del paese. La popolazione è stimata in 1.186.867 abitanti . Si trova sul Golfo Persico, a sud ovest di Sharjah e a nord est di Abu Dhabi (lat. 25°.15' N long. 55°.16' E). Si distingue dagli altri emirati in quanto soltanto il 10% del suo prodotto interno lordo è derivato da entrate collegate all'industria petrolifera. Le maggiori fonti di ricchezza di Dubai sono, infatti, la zona economica speciale di Jebel Ali ed il turismo, che è in costante crescita. Le prime testimonianze scritte della città di Dubai risalgono al 1799. Precedentemente, durante il XVIII secolo, si era stabilita nella zona la famiglia Al Abu Falasa, appartenente alla tribù Banu Yas. La città rimase dipendente da Abu Dhabi fino al 1833.
L'8 gennaio 1820 il decimo sceicco di Dubai fu tra i firmatari di un trattato di pace sponsorizzato dai britannici (the General Maritime Treaty). Nel 1833, la famiglia Al Maktoum, appartenente alla tribù Bani Yas, lasciò Abu Dhabi e prese il controllo di Dubai "senza resistenza". Da quel momento, il nuovo emirato di Dubai mantenne relazioni difficili con il vicino emirato di Abu Dhabi. Un tentativo dei pirati Qawasim di prendere la città venne sventato. Nel 1835, Dubai e gli altri emirati siglarono una tregua marittima con il Regno Unito. Due decenni più tardi, sempre con i britannici venne firmata una "Tregua perpetua". Con un accordo del 1892, Dubai divenne protettorato britannico, tutelandosi così contro le mire dell'Impero Ottomano. Dubai, come quattro degli emirati vicini (Abu Dhabi, Ras al-Khaimah, Sharjah e Umm al-Qaiwain) aveva infatti una posizione strategica sulle rotte per l'India e ciò interessava molto all'Impero Britannico. Nel marzo 1892, a seguito degli accordi, gli emirati vennero quindi denominati Stati della Tregua. A differenza dei loro vicini, gli emiri di Dubai incoraggiarono il commercio ed i traffici. La città ed il suo porto richiamarono un gran numero di uomini d'affari, soprattutto indiani, che si stabilirono nell'emirato. Fino agli anni Trenta del XX secolo, la città fu conosciuta per le sue esportazioni di perle. Dopo la svalutazione della Rupia nel 1966, Dubai si unì al Qatar, appena indipendente, per dare corso ad una nuova moneta, il riyal. Importante fu la scoperta del petrolio, a 120 chilometri dalla costa. Il 2 dicembre 1971, dopo il disimpegno britannico dal Golfo Persico, Dubai costituì gli Emirati Arabi Uniti assieme ad Abu Dhabi e ad altri cinque emirati. Nel 1973, Dubai e gli altri emirati adottarono una moneta comune, il dirham.
Dubai indica sia uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, sia la città più importante del medesimo emirato (che, raramente, viene anche indicata come Dubay City). Dopo la morte, avvenuta in Australia il 4 gennaio 2006, dello sceicco Maktoum bin Rashid Al Maktoum (che rivestiva pure le cariche di vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti), è diventato emiro di Dubai uno dei suoi fratelli minori, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Dubai è, dopo Abu Dhabi, il secondo emirato del paese. La popolazione è stimata in 1.186.867 abitanti . Si trova sul Golfo Persico, a sud ovest di Sharjah e a nord est di Abu Dhabi (lat. 25°.15' N long. 55°.16' E). Si distingue dagli altri emirati in quanto soltanto il 10% del suo prodotto interno lordo è derivato da entrate collegate all'industria petrolifera. Le maggiori fonti di ricchezza di Dubai sono, infatti, la zona economica speciale di Jebel Ali ed il turismo, che è in costante crescita. Le prime testimonianze scritte della città di Dubai risalgono al 1799. Precedentemente, durante il XVIII secolo, si era stabilita nella zona la famiglia Al Abu Falasa, appartenente alla tribù Banu Yas. La città rimase dipendente da Abu Dhabi fino al 1833.
L'8 gennaio 1820 il decimo sceicco di Dubai fu tra i firmatari di un trattato di pace sponsorizzato dai britannici (the General Maritime Treaty). Nel 1833, la famiglia Al Maktoum, appartenente alla tribù Bani Yas, lasciò Abu Dhabi e prese il controllo di Dubai "senza resistenza". Da quel momento, il nuovo emirato di Dubai mantenne relazioni difficili con il vicino emirato di Abu Dhabi. Un tentativo dei pirati Qawasim di prendere la città venne sventato. Nel 1835, Dubai e gli altri emirati siglarono una tregua marittima con il Regno Unito. Due decenni più tardi, sempre con i britannici venne firmata una "Tregua perpetua". Con un accordo del 1892, Dubai divenne protettorato britannico, tutelandosi così contro le mire dell'Impero Ottomano. Dubai, come quattro degli emirati vicini (Abu Dhabi, Ras al-Khaimah, Sharjah e Umm al-Qaiwain) aveva infatti una posizione strategica sulle rotte per l'India e ciò interessava molto all'Impero Britannico. Nel marzo 1892, a seguito degli accordi, gli emirati vennero quindi denominati Stati della Tregua. A differenza dei loro vicini, gli emiri di Dubai incoraggiarono il commercio ed i traffici. La città ed il suo porto richiamarono un gran numero di uomini d'affari, soprattutto indiani, che si stabilirono nell'emirato. Fino agli anni Trenta del XX secolo, la città fu conosciuta per le sue esportazioni di perle. Dopo la svalutazione della Rupia nel 1966, Dubai si unì al Qatar, appena indipendente, per dare corso ad una nuova moneta, il riyal. Importante fu la scoperta del petrolio, a 120 chilometri dalla costa. Il 2 dicembre 1971, dopo il disimpegno britannico dal Golfo Persico, Dubai costituì gli Emirati Arabi Uniti assieme ad Abu Dhabi e ad altri cinque emirati. Nel 1973, Dubai e gli altri emirati adottarono una moneta comune, il dirham.
Il Sultanato dell'Oman è situato nella porzione sud-orientale della penisola arabica. Confina con gli Emirati Arabi Uniti a nord-ovest, con l'Arabia Saudita a ovest e con lo Yemen a sud-ovest. Si affaccia sul Mare Arabico a sud e a est, sul Golfo Persico a nord-est. Il Sultanato è una monarchia e capo dello stato e del governo è il sultano Qaboos. Nonostante il suo potere sia assoluto, la gran parte della popolazione sembra approvare il suo operato: da quando nel 1970 il Sultano è salito al potere vi è stata una graduale apertura verso i principi democratici e soprattutto un notevole sviluppo del sistema economico. Qaboos ha avviato nel corso del suo regno riforme sociali e territoriali e con una visione liberale ha portato il Paese a un notevole miglioramento complessivo. Muscat è la capitale dell'Oman e una delle più antiche città del Medio Oriente. È conosciuta fin dal II secolo. Nell'antichità era lo snodo del trasporto del franchincenso dall'Arabia Meridionale verso la Grecia, verso Roma e verso tutto il Mediterraneo. Il centro di questo commercio era un luogo chiamato Khour Rouri, che i greci chiamavano appunto "Muscat". Il primo straniero da arrivarci in epoca moderna fu l'esploratore portoghese Vasco da Gama, che sbarcò nell'Oman sulla via per l'India. I Portoghesi conquistarono la prima volta quest'area nel 1507 e qui dominarono fino al XVII secolo. Risalgono a questo periodo i tre forti della città, tutti costruiti intorno al 1550. Mentre il Mutrah Fort è costruito su un colle, i forti di Jalali e Mirani fanno quasi da sentinella all'ingresso di Muscat. Tutti i forti sono oggi utilizzati dalla polizia e dai militari e non sono accessibili al pubblico. Nel 1649 il Sultano Bin Saif sconfisse i portoghesi e li cacciò verso est a Goa (India). Dopo lotte e ribellioni interne Muscat passo nel 1737 per un breve periodo ai Persiani. Nel 1803 furono i Wahabiti dell'Arabia Saudita ad attaccare l'Oman, ma vennero respinti. Nel 1913 Taimur Bin Faisla divenne Sultano e il territorio fu ribattezzato "Muscat e Oman", con il Sultano che governava Muscat e l'Imam che governava l'Oman. Dopo l'indipendenza dell'India nel 1947 il Sultano, con l'aiuto dei Britannici, sconfisse l'Imam e unificò gran parte dell'Oman. Nel 1970, il Principe Qaboos Bin Said, figlio del Sultano Taymur, inscenò un colpo a palazzo e ottenne il trono dando inizio al moderno Sultanato. La capitale del sultanato possiede un fascino particolare proprio per non avere quell'atmosfera un po' artefatta che contraddistingue altre città della regione. Muscat, Mutrah e Ruwi sono i quartieri centrali. Muscat è la vecchia zona del porto dove hanno sede il palazzo principale del sultano, il lussuoso palazzo Al-Alam circondato da stupendi giardini, e la grande Moschea, simbolo della rinascita del paese dalla raffinata architettura marmorea. Mutrah, situato 3 km a nord-ovest di Muscat, è invece il più importante quartiere commerciale e residenziale della zona del porto: qui si trova anche il variopinto suk, uno dei più antichi del paese, un labirinto di antichi vicoli coperti di tettoie di palma e illuminato da lanterne, dove i turisti possono sbizzarrirsi alla ricerca di oggetti d'argento, tessuti e ogni tipo di souvenir. C'è anche il famoso mercato del pesce, quello delle spezie e quello della frutta. A pochi chilometri nell'entroterra si trova Ruwi, la moderna area commerciale. Per ripercorrere tutta la storia del Sultanato è possibile visitare le collezioni del Museo d'Oman, che possiede anche un'interessante raccolta di opere d'arte islamica ed espone anche vari documenti sui cantieri navali, l'Islam e l'architettura dei forti della città. Muscat vanta anche il più bell'acquario del Golfo. A Ruwi il National Museum offre uno sguardo sull'arte e l'artigianato locale omanita, mentre il Sultan's Armed Forces Museum (dedicato appunto alle forze armate del Sultano) illustra le principali vicende storiche del Paese. Anche il Centro omanese di musica tradizionale merita una visita.
Il Sultanato dell'Oman è situato nella porzione sud-orientale della penisola arabica. Confina con gli Emirati Arabi Uniti a nord-ovest, con l'Arabia Saudita a ovest e con lo Yemen a sud-ovest. Si affaccia sul Mare Arabico a sud e a est, sul Golfo Persico a nord-est. Il Sultanato è una monarchia e capo dello stato e del governo è il sultano Qaboos. Nonostante il suo potere sia assoluto, la gran parte della popolazione sembra approvare il suo operato: da quando nel 1970 il Sultano è salito al potere vi è stata una graduale apertura verso i principi democratici e soprattutto un notevole sviluppo del sistema economico. Qaboos ha avviato nel corso del suo regno riforme sociali e territoriali e con una visione liberale ha portato il Paese a un notevole miglioramento complessivo. Muscat è la capitale dell'Oman e una delle più antiche città del Medio Oriente. È conosciuta fin dal II secolo. Nell'antichità era lo snodo del trasporto del franchincenso dall'Arabia Meridionale verso la Grecia, verso Roma e verso tutto il Mediterraneo. Il centro di questo commercio era un luogo chiamato Khour Rouri, che i greci chiamavano appunto "Muscat". Il primo straniero da arrivarci in epoca moderna fu l'esploratore portoghese Vasco da Gama, che sbarcò nell'Oman sulla via per l'India. I Portoghesi conquistarono la prima volta quest'area nel 1507 e qui dominarono fino al XVII secolo. Risalgono a questo periodo i tre forti della città, tutti costruiti intorno al 1550. Mentre il Mutrah Fort è costruito su un colle, i forti di Jalali e Mirani fanno quasi da sentinella all'ingresso di Muscat. Tutti i forti sono oggi utilizzati dalla polizia e dai militari e non sono accessibili al pubblico. Nel 1649 il Sultano Bin Saif sconfisse i portoghesi e li cacciò verso est a Goa (India). Dopo lotte e ribellioni interne Muscat passo nel 1737 per un breve periodo ai Persiani. Nel 1803 furono i Wahabiti dell'Arabia Saudita ad attaccare l'Oman, ma vennero respinti. Nel 1913 Taimur Bin Faisla divenne Sultano e il territorio fu ribattezzato "Muscat e Oman", con il Sultano che governava Muscat e l'Imam che governava l'Oman. Dopo l'indipendenza dell'India nel 1947 il Sultano, con l'aiuto dei Britannici, sconfisse l'Imam e unificò gran parte dell'Oman. Nel 1970, il Principe Qaboos Bin Said, figlio del Sultano Taymur, inscenò un colpo a palazzo e ottenne il trono dando inizio al moderno Sultanato. La capitale del sultanato possiede un fascino particolare proprio per non avere quell'atmosfera un po' artefatta che contraddistingue altre città della regione. Muscat, Mutrah e Ruwi sono i quartieri centrali. Muscat è la vecchia zona del porto dove hanno sede il palazzo principale del sultano, il lussuoso palazzo Al-Alam circondato da stupendi giardini, e la grande Moschea, simbolo della rinascita del paese dalla raffinata architettura marmorea. Mutrah, situato 3 km a nord-ovest di Muscat, è invece il più importante quartiere commerciale e residenziale della zona del porto: qui si trova anche il variopinto suk, uno dei più antichi del paese, un labirinto di antichi vicoli coperti di tettoie di palma e illuminato da lanterne, dove i turisti possono sbizzarrirsi alla ricerca di oggetti d'argento, tessuti e ogni tipo di souvenir. C'è anche il famoso mercato del pesce, quello delle spezie e quello della frutta. A pochi chilometri nell'entroterra si trova Ruwi, la moderna area commerciale. Per ripercorrere tutta la storia del Sultanato è possibile visitare le collezioni del Museo d'Oman, che possiede anche un'interessante raccolta di opere d'arte islamica ed espone anche vari documenti sui cantieri navali, l'Islam e l'architettura dei forti della città. Muscat vanta anche il più bell'acquario del Golfo. A Ruwi il National Museum offre uno sguardo sull'arte e l'artigianato locale omanita, mentre il Sultan's Armed Forces Museum (dedicato appunto alle forze armate del Sultano) illustra le principali vicende storiche del Paese. Anche il Centro omanese di musica tradizionale merita una visita.
I sette emirati sono Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujairah, Ras al-Khaimah, Sharjah e Umm al Qaiwain. Coprono una superficie complessiva che corrisponde più o meno a quella del Portogallo. L'emirato di Abu Dhabi copre l'85 per cento della superficie totale; l'emirato più piccolo, Ajman, misura soltanto 250 km2. Negli ultimi trenta anni gli Emirati Arabi Uniti sono riusciti a costruire un'immagine di progresso e modernità in tutto il Medio Oriente con l'obbiettivo comune sin dalla loro fondazione di diventare un polo economico, turistico e commerciale nell'intera regione. Oltre al petrolio è stato il settore turistico a contribuire di più allo sviluppo del Paese. Abu Dhabi e Sharjah sono stati promossi come destinazione di turismo culturale, Dubai promuove il turismo con la presenza di alberghi di lusso e centri commerciali di altissimo livello. Inoltre, la possibilità di acquistare la proprietà privata nel settore immobiliare a Dubai, introdotta solamente nel 2002, costituisce senza dubbio un ulteriore passo per favorire l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo del turismo internazionale: in teoria non solo grandi gruppi, ma anche singole persone possono acquistare immobili. E' solo una questione di prezzo. In questo eclettico e moderno contesto Fujairah è l'emirato più giovane del Paese: si trova di fronte al Golfo di Oman e costituisce il miglior punto di partenza per esplorare la costa orientale, considerata la parte più bella del paese, e soprattutto per trascorrere qualche momento di vero relax e pace in una tipica cittadina araba. La città vanta un museo che ospita mostre archeologiche ed etnografiche, una parte antica dall'aspetto quasi spettrale e un forte che risale a trecento anni fa. Si può trovare il tempo per fare anche qualche acquisto: prodotti tipici dell'artigianato locale sono i monili in argento e oro, i tappeti e le stoffe. Nei bazar si possono trovare prodotti occidentali come hi-fi, computer, macchine fotografiche a prezzi molto competitivi. Bithna, 12 km a nord-ovest di Fujairah, ha diversi siti archeologici, tra cui la Tomba della Camera Lunga, che si crede fosse una tomba comune, oltre a un forte di grandi dimensioni. Poco lontano, al confine con l'Oman, si trova Dibba, antica località il cui nome ricorre frequentemente nella storia islamica. Qui ebbero luogo le grandi battaglie delle guerre Ridda tra gli eserciti musulmani e alcune tribù e città fedeli al Profeta, ma che si erano schierate contro dopo la sua morte. La vittoria dei musulmani a Dibba, avvenuta nel 633 d.C., segna la fine della conquista musulmana dell'Arabia. Oggi la curiosità è che i tre villaggi di mare che in pratica formano Dibba, appartengono ognuno a un governatore diverso (Fujairah, Sharjah e Oman). Sharjah é il terzo emirato per estensione e puó offrire al visitatore attento alcuni spunti interessanti come la più grande moschea, il museo archeologico, il museo di storia naturale e l'immancabile suq. Sharjah è diventata solo nell'ultimo decennio una meta importante nel settore turistico. Sempre a nord troviamo Ras al-Khaimah, l'emirato più settentrionale del paese, un vero paradiso naturale, ricco di zone verdeggianti circondate dal mare, dal deserto e dalle montagne.
Abu Dhabi o Abu Zaby è il più grande dei sette emirati che compongono dal 1971 gli Emirati Arabi Uniti, nel sud-est del Golfo Persico. In passato è stato un antico protettorato britannico, ma ottenne piena sovranità il 2 dicembre 1971. La sua superficie è di 73.548 km² e ha una popolazione di 928.300 abitanti. Dal 4 novembre 2004 il Presidente degli Emirati Arabi Uniti è lo sceicco di Abu Dhabi Khalifa bin Zayed Al Nahayan. L'economia dell'emirato si basa quasi esclusivamente sull'industria petrolifera, sfuttado i suoi giacimenti scoperti nel 1959. Produce annualmente circa 100 milioni di tonnellate di petrolio.
Dubai indica sia uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, sia la città più importante del medesimo emirato (che, raramente, viene anche indicata come Dubay City). Dopo la morte, avvenuta in Australia il 4 gennaio 2006, dello sceicco Maktoum bin Rashid Al Maktoum (che rivestiva pure le cariche di vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti), è diventato emiro di Dubai uno dei suoi fratelli minori, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Dubai è, dopo Abu Dhabi, il secondo emirato del paese. La popolazione è stimata in 1.186.867 abitanti . Si trova sul Golfo Persico, a sud ovest di Sharjah e a nord est di Abu Dhabi (lat. 25°.15' N long. 55°.16' E). Si distingue dagli altri emirati in quanto soltanto il 10% del suo prodotto interno lordo è derivato da entrate collegate all'industria petrolifera. Le maggiori fonti di ricchezza di Dubai sono, infatti, la zona economica speciale di Jebel Ali ed il turismo, che è in costante crescita. Le prime testimonianze scritte della città di Dubai risalgono al 1799. Precedentemente, durante il XVIII secolo, si era stabilita nella zona la famiglia Al Abu Falasa, appartenente alla tribù Banu Yas. La città rimase dipendente da Abu Dhabi fino al 1833.
L'8 gennaio 1820 il decimo sceicco di Dubai fu tra i firmatari di un trattato di pace sponsorizzato dai britannici (the General Maritime Treaty). Nel 1833, la famiglia Al Maktoum, appartenente alla tribù Bani Yas, lasciò Abu Dhabi e prese il controllo di Dubai "senza resistenza". Da quel momento, il nuovo emirato di Dubai mantenne relazioni difficili con il vicino emirato di Abu Dhabi. Un tentativo dei pirati Qawasim di prendere la città venne sventato. Nel 1835, Dubai e gli altri emirati siglarono una tregua marittima con il Regno Unito. Due decenni più tardi, sempre con i britannici venne firmata una "Tregua perpetua". Con un accordo del 1892, Dubai divenne protettorato britannico, tutelandosi così contro le mire dell'Impero Ottomano. Dubai, come quattro degli emirati vicini (Abu Dhabi, Ras al-Khaimah, Sharjah e Umm al-Qaiwain) aveva infatti una posizione strategica sulle rotte per l'India e ciò interessava molto all'Impero Britannico. Nel marzo 1892, a seguito degli accordi, gli emirati vennero quindi denominati Stati della Tregua. A differenza dei loro vicini, gli emiri di Dubai incoraggiarono il commercio ed i traffici. La città ed il suo porto richiamarono un gran numero di uomini d'affari, soprattutto indiani, che si stabilirono nell'emirato. Fino agli anni Trenta del XX secolo, la città fu conosciuta per le sue esportazioni di perle. Dopo la svalutazione della Rupia nel 1966, Dubai si unì al Qatar, appena indipendente, per dare corso ad una nuova moneta, il riyal. Importante fu la scoperta del petrolio, a 120 chilometri dalla costa. Il 2 dicembre 1971, dopo il disimpegno britannico dal Golfo Persico, Dubai costituì gli Emirati Arabi Uniti assieme ad Abu Dhabi e ad altri cinque emirati. Nel 1973, Dubai e gli altri emirati adottarono una moneta comune, il dirham.
Dubai indica sia uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, sia la città più importante del medesimo emirato (che, raramente, viene anche indicata come Dubay City). Dopo la morte, avvenuta in Australia il 4 gennaio 2006, dello sceicco Maktoum bin Rashid Al Maktoum (che rivestiva pure le cariche di vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti), è diventato emiro di Dubai uno dei suoi fratelli minori, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Dubai è, dopo Abu Dhabi, il secondo emirato del paese. La popolazione è stimata in 1.186.867 abitanti . Si trova sul Golfo Persico, a sud ovest di Sharjah e a nord est di Abu Dhabi (lat. 25°.15' N long. 55°.16' E). Si distingue dagli altri emirati in quanto soltanto il 10% del suo prodotto interno lordo è derivato da entrate collegate all'industria petrolifera. Le maggiori fonti di ricchezza di Dubai sono, infatti, la zona economica speciale di Jebel Ali ed il turismo, che è in costante crescita. Le prime testimonianze scritte della città di Dubai risalgono al 1799. Precedentemente, durante il XVIII secolo, si era stabilita nella zona la famiglia Al Abu Falasa, appartenente alla tribù Banu Yas. La città rimase dipendente da Abu Dhabi fino al 1833.
L'8 gennaio 1820 il decimo sceicco di Dubai fu tra i firmatari di un trattato di pace sponsorizzato dai britannici (the General Maritime Treaty). Nel 1833, la famiglia Al Maktoum, appartenente alla tribù Bani Yas, lasciò Abu Dhabi e prese il controllo di Dubai "senza resistenza". Da quel momento, il nuovo emirato di Dubai mantenne relazioni difficili con il vicino emirato di Abu Dhabi. Un tentativo dei pirati Qawasim di prendere la città venne sventato. Nel 1835, Dubai e gli altri emirati siglarono una tregua marittima con il Regno Unito. Due decenni più tardi, sempre con i britannici venne firmata una "Tregua perpetua". Con un accordo del 1892, Dubai divenne protettorato britannico, tutelandosi così contro le mire dell'Impero Ottomano. Dubai, come quattro degli emirati vicini (Abu Dhabi, Ras al-Khaimah, Sharjah e Umm al-Qaiwain) aveva infatti una posizione strategica sulle rotte per l'India e ciò interessava molto all'Impero Britannico. Nel marzo 1892, a seguito degli accordi, gli emirati vennero quindi denominati Stati della Tregua. A differenza dei loro vicini, gli emiri di Dubai incoraggiarono il commercio ed i traffici. La città ed il suo porto richiamarono un gran numero di uomini d'affari, soprattutto indiani, che si stabilirono nell'emirato. Fino agli anni Trenta del XX secolo, la città fu conosciuta per le sue esportazioni di perle. Dopo la svalutazione della Rupia nel 1966, Dubai si unì al Qatar, appena indipendente, per dare corso ad una nuova moneta, il riyal. Importante fu la scoperta del petrolio, a 120 chilometri dalla costa. Il 2 dicembre 1971, dopo il disimpegno britannico dal Golfo Persico, Dubai costituì gli Emirati Arabi Uniti assieme ad Abu Dhabi e ad altri cinque emirati. Nel 1973, Dubai e gli altri emirati adottarono una moneta comune, il dirham.
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